Leasing nautico: i consigli su come gestire la chiusura prematura del contratto

Non sempre il leasing nautico si conclude felicemente. Per questo motivo comprendere alcune fasi tecniche può rappresentare un valore aggiunto anche per l'utilizzatore, il quale può gestire con minor danno le fasi relative alla chiusura prematura del contratto di leasing nautico.

18 Luglio 2017 | di Daniele Motta
Oltremare Yacht

Dopo aver parlato qualche tempo fa del leasing nautico ma in chiave generica, in questa occasione vogliamo invece approfondire gli aspetti relativi alla risoluzione prematura del contratto.

Che siano delle morosità o altri eventi di varia tipologia, non è raro che l’utilizzatore di una imbarcazione oggetto di leasing si ritrovi nella condizione di restituire il bene e trovarsi con la rescissione del contratto di leasing da parte della finanziaria o della banca.

In situazioni del genere, dove spesso si finisce ai ferri corti con la società di leasing (andando anche per vie legali), può essere importante conoscere preventivamente alcune dinamiche in modo tale da permettere, anche all’utilizzatore, di limitare al massimo ulteriori danni e/o aggravi di spese.

Nella stragrande maggioranza dei casi è interesse delle parti conoscere, alla data di riconsegna del bene, il valore dell’imbarcazione. In questo caso può essere utilissimo richiedere una perizia estimativa ad un perito navale, meglio se richiesta comunque prima della riconsegna alla banca, affinché sia possibile computare con congrua esattezza il valore dell’imbarcazione in quel momento.

E’ importante, infatti, agire con tempismo, soprattutto se ci si accorge che i rapporti con la banca o la finanziaria possano sfociare in una controversia legale, andando dunque in causa. Infatti determinare il valore dell’imbarcazione è essenziale, in questa specifica fase, per definire le somme residue da riconoscere effettivamente alla banca. Inoltre richiedere con celerità una valutazione tecnico-estimativa dell’imbarcazione permetterà al perito di computare anche lo stato d’uso e manutenzione, fattore non secondario nella determinazione del valore commerciale dell’unità.

A questo va aggiunta anche la corretta scelta del perito, perlomeno da parte dell’utilizzatore: non essendo remota la possibilità, soprattutto nelle fasi giudiziali, che vengano nominati CTU o periti di parte, che non sono assolutamente periti o ingegneri navali, è consigliabile scegliere un consulente realmente competente in materia. Questo, almeno in teoria, può portare l’utilizzatore in una posizione di vantaggio.

Ciò detto è altrettanto importante ciò che può fare l’utilizzatore in chiave preventiva. Un primo consiglio, che vale anche per chi è già proprietario di un’imbarcazione, è sempre quello di tenere traccia ed evidenza dei lavori di manutenzione (ordinaria e straordinaria), dei rimessaggi e di ogni altra spesa fatta nell’ottica di mantenere (o migliorare) lo stato dell’unità.

Seguendo questi semplici consigli l’utilizzatore può essere in grado di gestire, con minor pressione, alcune delle conseguenze date dalla prematura rescissione del contratto di leasing, riducendo anche in maniera sostanziale le relative ed inevitabili spese da affrontare.

Daniele Motta

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